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Articolo per pazienti Pubblicato: 04/07/2014 Lettura: ~2 min

Studio sulla mortalità a 30 anni dopo un evento di tromboembolismo venoso

Fonte
Circulation online before print June 26, 2014, doi: 10.1161/CIRCULATIONAHA.114.009107.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Rossella Vastarella

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Abstract

Questo studio ha analizzato per 30 anni la mortalità di persone che hanno avuto un tromboembolismo venoso, una condizione in cui si formano coaguli di sangue nelle vene. Lo scopo è capire meglio i rischi a lungo termine legati a questa malattia.

Che cos'è il tromboembolismo venoso (TEV)?

Il TEV è una condizione in cui si formano coaguli di sangue nelle vene. Può manifestarsi come:

  • Trombosi venosa profonda (TVP): un coagulo nelle vene profonde, spesso nelle gambe.
  • Embolia polmonare (EP): quando un coagulo si stacca e arriva ai polmoni, bloccando il flusso sanguigno.

Lo studio e la sua durata

È stato condotto uno studio su oltre 128.000 pazienti danesi che hanno avuto un episodio di TEV per la prima volta tra il 1980 e il 2011. Per confronto, sono stati considerati anche più di 640.000 persone senza TEV, simili per età e sesso.

Risultati principali

  • Il rischio di morte nei pazienti con TEV era molto più alto rispetto alle persone senza TEV, soprattutto nel primo anno dopo l'evento.
  • Nei primi 30 giorni, la mortalità era particolarmente elevata: circa il 3% per la TVP e il 31% per l'EP, rispetto allo 0,4% nella popolazione generale.
  • Il rischio di morte nei primi 30 giorni dopo la TVP è rimasto stabile nel tempo, mentre per l'EP è diminuito, ma è comunque molto più alto rispetto alla popolazione senza TEV.
  • Nel lungo termine, tra 1 e 30 anni dopo l'evento, il rischio di morte rimane aumentato del 25-40% per entrambe le condizioni.
  • Quando si considera il TEV come causa diretta di morte, il rischio a lungo termine è ancora più elevato, soprattutto dopo un'embolia polmonare.

Cosa significa questo per i pazienti

Le persone che hanno avuto un TEV hanno un rischio maggiore di morte, soprattutto nel primo anno dopo l'evento. Questo rischio rimane più alto anche nei 30 anni successivi, con un aumento più marcato dopo un'embolia polmonare.

In conclusione

Il tromboembolismo venoso è associato a un aumento significativo del rischio di morte, soprattutto nei primi giorni e nel primo anno dopo l'evento. Anche a lungo termine, fino a 30 anni dopo, il rischio rimane più alto rispetto alle persone senza questa condizione, in particolare dopo un'embolia polmonare. Questi dati sottolineano l'importanza di una gestione attenta e di un monitoraggio prolungato nei pazienti che hanno avuto un TEV.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Rossella Vastarella
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