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Articolo per pazienti Pubblicato: 06/02/2015 Lettura: ~2 min

Vitamina B12 e folati nello scompenso cardiaco cronico

Fonte
Heart 2015; 101: 302-310 doi: 10.1136/heartjnl-2014-306022.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Fabio Valente

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Abstract

Questo testo spiega il ruolo della vitamina B12 e dell'acido folico in persone con insufficienza cardiaca cronica. Si basa su uno studio che ha analizzato la presenza di queste vitamine nel sangue e il loro possibile legame con la salute e la sopravvivenza dei pazienti.

Che cosa è stato studiato

Lo studio ha coinvolto 610 pazienti con insufficienza cardiaca cronica, con un'età media di 68 anni. Sono stati misurati i livelli nel sangue di vitamina B12, acido folico (folati) e ferro per capire quanto spesso queste carenze si presentano e se influenzano la salute dei pazienti.

Risultati principali

  • Il 5% dei pazienti aveva una carenza di vitamina B12 (livello nel sangue sotto 200 pg/mL).
  • Il 4% aveva una carenza di folati (sotto 4,0 ng/mL).
  • La carenza di ferro era più comune, presente nel 58% dei pazienti.

Non è stata trovata una relazione significativa tra la dimensione media dei globuli rossi e i livelli di vitamina B12, folati o ferro.

Impatto sulla qualità della vita e sulla prognosi

Bassi livelli di folati sono stati collegati a una qualità di vita peggiore nei pazienti. Tuttavia, né la carenza di vitamina B12 né quella di folati hanno mostrato un legame significativo con la prognosi, cioè con la probabilità di sopravvivenza o di peggioramento della malattia, durante un periodo di osservazione di circa 2 anni.

In conclusione

In persone con insufficienza cardiaca cronica, le carenze di vitamina B12 e folati sono rare rispetto a quella di ferro. Anche se bassi livelli di folati possono influenzare la qualità della vita, queste carenze non sembrano avere un impatto diretto sulla sopravvivenza o sull'evoluzione della malattia nel breve-medio termine.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Fabio Valente
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