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Articolo per pazienti Pubblicato: 18/05/2015 Lettura: ~2 min

Progressione della fibrosi miocardica alla risonanza magnetica nelle cardiomiopatie ipertrofiche

Fonte
Heart 2015;101:870-876 doi:10.1136/heartjnl-2014-306555.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Fabio Valente

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Abstract

Questo testo spiega uno studio che ha osservato come la fibrosi nel cuore, misurata con la risonanza magnetica, cambia nel tempo in persone con una particolare malattia cardiaca chiamata cardiomiopatia ipertrofica. L'obiettivo è capire meglio come questa fibrosi si sviluppa e quali fattori possono influenzarne la progressione.

Che cos'è la fibrosi miocardica e come si misura

La fibrosi miocardica è una condizione in cui il tessuto del cuore si irrigidisce a causa di un accumulo di tessuto cicatriziale. Questo può influenzare la funzione del cuore. Per valutarla, si usa una tecnica chiamata risonanza magnetica cardiaca (RMN), che permette di vedere il tessuto del cuore in modo dettagliato.

In particolare, si utilizza un mezzo di contrasto chiamato gadolinium che evidenzia la fibrosi, definita come late gadolinium enhancement (LGE). La quantità di LGE è espressa in percentuale rispetto al cuore e indica quanto tessuto fibrotico è presente.

Lo studio e i suoi risultati principali

  • Lo studio ha coinvolto 71 pazienti con cardiomiopatia ipertrofica, seguiti con due RMN cardiache a distanza di circa 1,5 anni.
  • Alla prima RMN, la maggior parte dei pazienti (91,5%) mostrava fibrosi (LGE presente).
  • Nel tempo, la quantità di fibrosi è aumentata significativamente.
  • La progressione della fibrosi è stata definita come un aumento superiore al 4% tra la prima e la seconda RMN.
  • Questa progressione è stata più frequente nei pazienti con una forma di cardiomiopatia ipertrofica chiamata non-apicale (36,5%) rispetto a quelli con la forma apicale (5,3%).
  • Il tasso di aumento della fibrosi era più alto nelle forme non-apicali (0,15% al mese) rispetto a quelle apicali (0,025% al mese).

Fattori associati alla progressione della fibrosi

Analizzando diversi fattori clinici, lo studio ha trovato che:

  • Solo il tipo di cardiomiopatia apicale era legato a una minore progressione della fibrosi.
  • La quantità iniziale di fibrosi (percentuale di LGE alla prima RMN) era il principale fattore che determinava quanto la fibrosi aumentava nel tempo.
  • Questi risultati sono rimasti validi anche considerando solo i pazienti con funzione cardiaca conservata.

In conclusione

La fibrosi nel cuore tende ad aumentare nel tempo nelle persone con cardiomiopatia ipertrofica, soprattutto nelle forme non-apicali. La quantità di fibrosi presente all'inizio è un indicatore importante per capire quanto potrà aumentare. Questi dati aiutano a comprendere meglio l'evoluzione della malattia.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Fabio Valente
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