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Articolo per pazienti Pubblicato: 16/07/2015 Lettura: ~2 min

Extrasistoli sopraventricolari frequenti e brevi episodi atriali aumentano il rischio di ictus oltre la fibrillazione atriale

Fonte
J Am Coll Cardiol 2015;66:232-241.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Gemma Salerno

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Abstract

Alcune aritmie cardiache, come le extrasistoli sopraventricolari e brevi episodi di battiti atriali veloci, possono aumentare il rischio di ictus. Questo rischio può essere presente anche senza la comparsa di fibrillazione atriale, una condizione nota per aumentare il pericolo di ictus. Qui spieghiamo cosa significa e cosa è stato scoperto da uno studio importante su questo argomento.

Che cosa sono le extrasistoli sopraventricolari e i run atriali?

Le extrasistoli sopraventricolari sono battiti cardiaci extra che partono da una zona superiore del cuore, diversa dal normale ritmo. I run atriali sono brevi sequenze di questi battiti extra che si susseguono rapidamente.

Lo studio e i suoi partecipanti

Un gruppo di ricercatori ha seguito per 15 anni 678 persone tra i 55 e i 75 anni, senza precedenti problemi cardiaci o ictus. Tutti hanno fatto un monitoraggio del cuore di 48 ore (ECG Holter) per registrare i battiti cardiaci e sono stati valutati con esami del sangue e visite mediche.

Cosa hanno trovato

  • Il 15% dei partecipanti aveva un numero elevato di extrasistoli sopraventricolari o brevi run atriali, chiamati collettivamente attività ectopica sopraventricolare eccessiva (AESVE).
  • Chi aveva AESVE aveva quasi il doppio del rischio di ictus ischemico, anche considerando la presenza o meno di fibrillazione atriale.
  • In molti casi, l’ictus è stata la prima manifestazione clinica, prima della diagnosi di fibrillazione atriale.
  • Il rischio di ictus nei soggetti con AESVE e altri fattori di rischio (punteggio CHA2DS2-VASc ≥ 2) era simile a quello osservato nelle persone con fibrillazione atriale.

Cosa significa questo

Questo studio mostra che avere molte extrasistoli sopraventricolari o brevi episodi di battiti atriali veloci può aumentare il rischio di ictus indipendentemente dalla fibrillazione atriale. Quindi, queste aritmie possono essere un segnale importante da considerare nella prevenzione dell’ictus.

In conclusione

Le extrasistoli sopraventricolari frequenti e i brevi run atriali sono collegati a un aumento del rischio di ictus ischemico, anche senza la presenza di fibrillazione atriale. È importante riconoscere questi segnali per una migliore valutazione del rischio di ictus nelle persone di mezza età e anziane.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Gemma Salerno
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