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Articolo per pazienti Pubblicato: 04/10/2016 Lettura: ~2 min

Betatrofina: un possibile indicatore della funzione delle cellule beta e dell’autoimmunità nel diabete

Fonte
Congresso EASD 2016.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Besmir Nreu

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Abstract

La betatrofina è un ormone recentemente scoperto che potrebbe aiutare a capire meglio il diabete. Studi scientifici suggeriscono che questo ormone potrebbe indicare come funzionano le cellule del pancreas che producono insulina e potrebbe essere legato alle reazioni del sistema immunitario nel diabete. Qui spieghiamo cosa significa tutto questo in modo semplice e chiaro.

Che cos’è la betatrofina?

La betatrofina è un ormone scoperto nel 2012. Nel corpo umano viene prodotto principalmente dal fegato e forse anche dal tessuto adiposo (cioè il grasso). Questo ormone sta attirando interesse perché potrebbe essere un segnale precoce di malattia e, in futuro, potrebbe aiutare nella cura del diabete di tipo 1 e 2.

Perché la betatrofina è importante nel diabete?

Il diabete è una malattia in cui il corpo non riesce a usare correttamente l’insulina, un ormone fondamentale per regolare lo zucchero nel sangue. Le cellule beta del pancreas sono quelle che producono insulina. Studi su animali mostrano che la betatrofina può stimolare la formazione e la replicazione di queste cellule, anche se i meccanismi precisi non sono ancora chiari.

Il diabete: una sfida crescente

Il diabete è una delle malattie più diffuse nei Paesi sviluppati e sta aumentando sempre di più, tanto da essere considerato un’epidemia mondiale. Spesso all’inizio non dà sintomi evidenti, perciò la diagnosi può arrivare tardi, quando sono già presenti complicazioni.

Lo studio sui livelli di betatrofina

Un gruppo di ricercatori ha analizzato i livelli di betatrofina nel sangue di tre gruppi di persone:

  • 24 persone senza diabete;
  • 22 persone con diabete di tipo 1;
  • 15 pazienti che avevano ricevuto un trapianto di pancreas.

Hanno trovato che i livelli di betatrofina erano collegati a quelli di C-peptide, una sostanza che indica quanto bene funzionano le cellule beta del pancreas. Nei pazienti con trapianto di pancreas, i livelli di betatrofina sono tornati normali, confermando questo legame.

Betatrofina e autoimmunità

Inoltre, è stata osservata una relazione tra i livelli di betatrofina e la presenza di auto-anticorpi (anticorpi che attaccano le cellule del proprio corpo), come quelli chiamati anti-GAD e anti-IA2. Questi auto-anticorpi sono tipici del diabete di tipo 1, che è una malattia autoimmune. Questo suggerisce che la betatrofina potrebbe essere usata in futuro per aiutare a diagnosticare il diabete di tipo 1.

In conclusione

La betatrofina è un ormone che potrebbe diventare un importante biomarcatore per valutare la funzione delle cellule beta del pancreas e per capire meglio l’autoimmunità nel diabete. Anche se le ricerche sono ancora in corso, questo ormone apre nuove possibilità per la diagnosi e forse per future terapie del diabete.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Besmir Nreu
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