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Articolo per pazienti Pubblicato: 20/04/2017 Lettura: ~2 min

Il registro GLORIA-AF: sempre più pazienti trattati con anticoagulanti e meno con aspirina

Fonte
Huisman MV et al. The changing landscape for stroke prevention in AF. Findings from the GLORIA-AF registry phase 2. J Am Coll Cardiol 2017; 69: 777-785.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Stefano Urbinati

Informazioni rapide
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Categoria: 1129 Sezione: 34

Abstract

Il registro GLORIA-AF ha raccolto informazioni importanti su come vengono trattati i pazienti con fibrillazione atriale non valvolare, una condizione che aumenta il rischio di ictus. I dati mostrano un cambiamento positivo nell'uso dei farmaci anticoagulanti, con meno persone che assumono aspirina e più persone che ricevono trattamenti efficaci per prevenire problemi legati alla coagulazione del sangue.

Che cos'è il registro GLORIA-AF

Il registro GLORIA-AF è uno studio che ha raccolto dati su oltre 15.000 pazienti con fibrillazione atriale non valvolare (FANV) in 44 paesi tra il 2012 e il 2014. Questi pazienti avevano una diagnosi recente, fatta nei 3 mesi precedenti l'inclusione nello studio.

La fibrillazione atriale è un disturbo del ritmo cardiaco che può aumentare il rischio di ictus. La forma non valvolare significa che non è causata da problemi alle valvole del cuore.

Caratteristiche dei pazienti

  • Età media: 71 anni
  • Molti avevano ipertensione (pressione alta)
  • Il rischio medio di ictus, calcolato con il punteggio CHA2DS2-VASc, era 3.2 (un valore che indica un rischio moderato-alto)
  • Il 54% aveva una forma parossistica di fibrillazione atriale, cioè episodi che si interrompono da soli
  • Il 28% non presentava sintomi

Cosa è cambiato nel trattamento

Il registro ha confrontato due periodi:

  • Fase 1: prima dell'uso diffuso dei nuovi anticoagulanti orali (NAO)
  • Fase 2: subito dopo l'introduzione del dabigatran, uno dei NAO

I risultati mostrano che nella fase 2:

  • Il 80% dei pazienti riceveva un trattamento anticoagulante, rispetto al 64% della fase 1
  • Il 32% usava i vecchi anticoagulanti (VKA), il 32% dabigatran e il 16% altri NAO
  • Solo il 12% usava l'aspirina, contro il 42% nella fase 1
  • Gli 8% non ricevevano alcun trattamento, rispetto al 20% della fase 1

Considerazioni importanti

È importante ricordare che:

  • Il registro include solo pazienti con diagnosi recente, per questo la forma parossistica è più frequente rispetto ad altri studi
  • I centri coinvolti sono spesso universitari e selezionati, il che può influenzare i risultati
  • In alcune aree, come l'Africa, l'uso dei nuovi anticoagulanti è sorprendentemente alto, probabilmente per la selezione dei centri
  • Altri studi mostrano percentuali più basse di pazienti trattati con anticoagulanti

Il cambiamento globale

Nonostante queste limitazioni, si osserva un aumento generale della consapevolezza sull'importanza di usare anticoagulanti per prevenire l'ictus nei pazienti con fibrillazione atriale. L'uso dell'aspirina è diminuito molto, specialmente in Europa, e il numero di pazienti senza alcun trattamento è quasi dimezzato.

In conclusione

L'arrivo dei nuovi anticoagulanti orali ha cambiato il modo in cui si tratta la fibrillazione atriale non valvolare. Oggi si tende a dare più importanza alla corretta prevenzione con farmaci anticoagulanti, piuttosto che discutere quale anticoagulante sia migliore. Questo rappresenta un progresso importante per la salute dei pazienti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Stefano Urbinati
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