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Articolo per pazienti Pubblicato: 24/09/2018 Lettura: ~3 min

Grassi alimentari e malattie cardiovascolari: un legame reale?

Fonte
Andrea Poli, NFI Nutrition Foundation of Italy, Milano

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1202 Sezione: 2

Abstract

Negli ultimi anni, le conoscenze sul rapporto tra i grassi che assumiamo con l'alimentazione e le malattie del cuore sono cambiate. Studi recenti mostrano risultati diversi rispetto a quanto si pensava in passato. Questo testo spiega in modo semplice cosa sappiamo oggi su come i diversi tipi di grassi influenzano la salute del cuore.

Che cosa sappiamo oggi sui grassi e il cuore

Studi recenti hanno messo in discussione alcune idee precedenti sul ruolo dei grassi nella dieta e il rischio di malattie cardiovascolari, cioè problemi al cuore e ai vasi sanguigni. In particolare, si è visto che la quantità totale di grassi nella dieta non è necessariamente legata a un aumento del rischio di infarto o di morte per qualsiasi causa. Anzi, in alcune ricerche, un consumo maggiore di grassi totali sembra addirittura ridurre questo rischio.

Tipi di grassi e loro effetti

  • Grassi trans: sono quelli artificiali, presenti in prodotti come le vecchie margarine dure. Questi grassi aumentano il rischio di malattie del cuore e per questo sono stati limitati per legge in alcuni Paesi, con effetti positivi sulla salute della popolazione.
  • Grassi saturi: tradizionalmente considerati dannosi perché aumentano il colesterolo "cattivo" (LDL). Tuttavia, studi recenti mostrano che il rischio associato a questi grassi è molto più basso di quanto si pensasse, soprattutto in Europa, dove i grassi saturi provengono principalmente da latticini come formaggi, che potrebbero avere un effetto protettivo. Negli Stati Uniti, dove i grassi saturi derivano più spesso dalla carne, il rischio è leggermente aumentato.
  • Grassi monoinsaturi: il loro ruolo è meno chiaro. Per esempio, l'olio extravergine d'oliva è considerato benefico soprattutto per i suoi polifenoli (sostanze naturali con effetti positivi), più che per il grasso monoinsaturo in sé.
  • Grassi polinsaturi: sia gli omega-3 (presenti nel pesce) sia gli omega-6 (presenti in oli vegetali come mais, girasole, soia, nella frutta secca e nelle verdure a foglia) sembrano proteggere il cuore. In particolare, gli omega-6 sono associati a una riduzione del rischio di infarto e di diabete di tipo 2.

Perché gli omega-6 sono importanti

Gli omega-6, come l'acido linoleico, sono grassi essenziali: il nostro corpo non può produrli da solo, quindi dobbiamo assumerli con il cibo. Livelli più alti di questi grassi nel sangue indicano un buon apporto attraverso l'alimentazione e sono collegati a un minor rischio di malattie cardiovascolari e diabete.

Questi grassi aiutano a ridurre il colesterolo nel sangue, un effetto riconosciuto anche dall'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA). Alcuni timori passati riguardo a possibili effetti negativi degli omega-6, come l'infiammazione, non sono confermati dagli studi più recenti.

Considerazioni finali sugli apporti di grassi

  • Non è necessario ridurre drasticamente i grassi totali nella dieta.
  • Non è necessario limitare troppo i grassi saturi provenienti dai latticini.
  • È importante assumere una quantità adeguata di omega-3 (dal pesce) e omega-6 (da oli vegetali, frutta secca e verdure).

Queste nuove evidenze potrebbero portare a modifiche nelle future linee guida alimentari, per aiutare le persone a fare scelte più corrette e salutari.

In conclusione

Le ricerche più recenti indicano che il legame tra grassi alimentari e malattie del cuore è più complesso di quanto si pensasse. Non tutti i grassi hanno lo stesso effetto: i grassi trans sono dannosi, i grassi saturi hanno un ruolo meno negativo di quanto si credeva, soprattutto se provengono dai latticini, e i grassi polinsaturi, come omega-3 e omega-6, sono importanti per proteggere il cuore e prevenire il diabete. Questi dati aiutano a orientare scelte alimentari più equilibrate e benefiche per la salute cardiovascolare.

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