CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 11/11/2019 Lettura: ~2 min

Effetti del trattamento intensivo contro l’ipertensione sulla funzione motoria e le lesioni cerebrali negli anziani

Fonte
White et al. Circulation. 2019 Oct 14. doi: 10.1161/CIRCULATIONAHA.119.041603.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giulia Rivasi

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Abstract

Questo studio ha valutato come due diversi modi di trattare l’ipertensione arteriosa negli anziani influenzano la salute del cervello e la capacità di movimento. In particolare, ha confrontato un trattamento più rigoroso con uno standard, per capire se ridurre maggiormente la pressione sanguigna può aiutare a prevenire danni cerebrali e mantenere la mobilità.

Che cosa significa leucoaraiosi e perché è importante

La leucoaraiosi è una condizione che si manifesta con delle piccole lesioni nella parte profonda del cervello, chiamata sostanza bianca. Queste lesioni si vedono con la risonanza magnetica come aree più luminose. Sono comuni negli anziani con ipertensione arteriosa e sono legate a un progressivo peggioramento delle capacità fisiche e mentali.

Lo studio INFINITY: come è stato condotto

Lo studio ha coinvolto persone di almeno 75 anni con ipertensione e presenza di leucoaraiosi. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi:

  • Un gruppo con trattamento intensivo, che mirava a mantenere la pressione sistolica (la pressione quando il cuore batte) sotto i 130 mmHg.
  • Un gruppo con trattamento standard, con un obiettivo meno rigido, sotto i 145 mmHg.

Il trattamento è durato 3 anni, durante i quali sono stati valutati:

  • La velocità nel camminare, come misura della performance motoria.
  • La quantità di lesioni nella sostanza bianca del cervello.
  • La funzione cognitiva (capacità di pensare e ricordare).
  • Eventuali effetti collaterali o problemi di salute.

I risultati principali

  • La pressione raggiunta è stata in media 127.7 mmHg nel gruppo intensivo e 144 mmHg nel gruppo standard.
  • La velocità nel camminare è rimasta simile in entrambi i gruppi dopo 3 anni.
  • Le lesioni cerebrali sono aumentate meno nel gruppo con trattamento intensivo rispetto a quello standard.
  • La funzione cognitiva è rimasta simile nei due gruppi.
  • Gli eventi cardiovascolari (problemi al cuore o ai vasi sanguigni) sono stati più frequenti nel gruppo con trattamento standard.
  • Non ci sono state differenze significative nelle cadute o svenimenti tra i gruppi.

In conclusione

Negli anziani con ipertensione e lesioni cerebrali, un controllo più stretto della pressione arteriosa può rallentare l’aumento di queste lesioni nel cervello. Tuttavia, questo non sembra migliorare la capacità di camminare. Inoltre, il trattamento più rigoroso è associato a meno problemi cardiovascolari rispetto al trattamento standard.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giulia Rivasi
Hai domande su questo articolo?
genIA risponde in modo semplice e chiaro, basandosi sul contenuto
AI attiva
Tocca una domanda per iniziare
conversazione in corso
Oppure scrivi la tua domanda:
Le risposte di genIA sono a scopo informativo e non sostituiscono il consulto medico.

Argomenti che potrebbero interessarti

Selezionati in base ai temi di questo articolo

Questo sito utilizza solo cookie tecnici essenziali e statistiche anonime (Plausible, senza cookie di tracciamento). Nessun dato personale è ceduto a terzi. Privacy & Cookie Policy