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Articolo per pazienti Pubblicato: 12/12/2019 Lettura: ~2 min

Significato prognostico dell’emorragia nel primo anno di terapia anticoagulante orale

Fonte
Bassand J-P - Presentato all’ESC 2019, Parigi, Francia.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Stefano Urbinati

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1129 Sezione: 34

Abstract

Capire cosa significa un'emorragia durante il primo anno di trattamento con farmaci anticoagulanti è importante per valutare i rischi e la prognosi dei pazienti. Qui spieghiamo i risultati di uno studio che ha analizzato come diversi tipi di emorragie influenzano la salute e la sopravvivenza di chi assume questi farmaci.

Che cosa è stato studiato

Uno studio ha coinvolto oltre 52.000 pazienti con fibrillazione atriale, una condizione del cuore, seguiti in 35 paesi. Tra questi, sono stati analizzati in particolare 2.253 pazienti che hanno avuto emorragie di diversa gravità durante il primo anno di terapia anticoagulante orale.

Tipi di emorragie e loro impatto

  • Emorragie maggiori: sanguinamenti gravi che richiedono attenzione medica urgente.
  • Emorragie minori rilevanti clinicamente: sanguinamenti meno gravi ma comunque importanti.
  • Emorragie minori: sanguinamenti di lieve entità.

Lo studio ha osservato che il rischio di emorragie maggiori è circa il doppio nei pazienti trattati con farmaci anticoagulanti tradizionali chiamati VKA rispetto a quelli trattati con nuovi farmaci chiamati DOACs.

Rischio di mortalità associato alle emorragie

Tra i pazienti che hanno avuto emorragie entro il primo anno:

  • Circa 1 su 4 (26%) con emorragie maggiori è deceduto.
  • Il 7% di quelli con emorragie minori rilevanti è deceduto.
  • Il 5% di quelli con emorragie minori è deceduto.

Rispetto ai pazienti trattati con DOACs che non hanno avuto emorragie, il rischio di morte era:

  • 8 volte più alto per chi ha avuto emorragie maggiori.
  • 2,5 volte più alto per chi ha avuto emorragie minori rilevanti.
  • 1,5 volte più alto per chi ha avuto emorragie minori.

Inoltre, la mortalità era più alta del 23% nei pazienti trattati con VKA rispetto a quelli con DOACs.

Emorragia cerebrale e mortalità

L'evento che più si associa al rischio di morte è l'emorragia cerebrale, cioè un sanguinamento all'interno del cervello. Questo tipo di emorragia si verifica circa due volte più spesso nei pazienti trattati con VKA rispetto a quelli con DOACs.

Tra i pazienti che muoiono, l'emorragia cerebrale è presente nel 20% dei casi complessivi, nel 37% dei decessi avvenuti nei primi 30 giorni e nel 5% di quelli avvenuti nei restanti 11 mesi.

Incidenza complessiva e importanza clinica

Nel complesso, l'incidenza di emorragie maggiori durante il primo anno è risultata bassa, circa l'1,2%. Tuttavia, anche le emorragie minori possono indicare che il paziente è più fragile e ha un rischio più alto di mortalità.

In conclusione

Un'emorragia durante il primo anno di terapia anticoagulante, soprattutto se grave, è un segnale importante che indica un aumento del rischio di morte. I nuovi farmaci anticoagulanti (DOACs) sono associati a un rischio minore di emorragie maggiori e mortalità rispetto ai farmaci tradizionali (VKA). L'emorragia cerebrale è l'evento più pericoloso e contribuisce in modo significativo alla mortalità precoce.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Stefano Urbinati
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