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Articolo per pazienti Pubblicato: 23/11/2021 Lettura: ~2 min

Icosapentil etile per la terapia del COVID-19?

Fonte
AHA 2021 Congress.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Alberto Aimo

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Abstract

Questo testo riassume i risultati di uno studio importante che ha valutato l'efficacia di un farmaco chiamato icosapentil etile nel trattamento del COVID-19. È utile conoscere queste informazioni per capire meglio quali terapie sono efficaci o meno contro questa malattia.

Che cos'è lo studio PREPARE-IT?

Lo studio PREPARE-IT ha esaminato se l'uso di icosapentil etile (IPE), un farmaco, potesse aiutare a ridurre la gravità del COVID-19 in pazienti che avevano contratto il virus SARS-CoV-2 ma non erano ancora stati ricoverati in ospedale.

Come è stato condotto lo studio?

  • I pazienti sono stati divisi in due gruppi in modo casuale (randomizzati): uno ha ricevuto IPE e l'altro un placebo, cioè una sostanza senza effetto attivo.
  • La dose di IPE era di 4 grammi due volte al giorno per i primi 3 giorni, poi 2 grammi due volte al giorno dal giorno 4 al giorno 28.
  • Il numero di partecipanti era di circa 1.000 per gruppo.
  • Il periodo di osservazione è durato 28 giorni.

Quali risultati sono stati osservati?

  • La percentuale di pazienti che sono stati ricoverati in ospedale per COVID-19 è stata simile nei due gruppi: 11,2% con IPE e 13,7% con placebo.
  • Non ci sono state differenze significative nella mortalità, cioè nel numero di pazienti deceduti, o nella necessità di ventilazione meccanica, che è un supporto per la respirazione.
  • Anche altri eventi gravi come infarto o ictus non sono risultati diversi tra i due gruppi.

Cosa significa tutto questo?

Questi risultati indicano che l'uso di icosapentil etile non ha dimostrato di essere efficace nel ridurre le ospedalizzazioni o la mortalità legata al COVID-19 in pazienti non ricoverati.

In conclusione

Lo studio PREPARE-IT ha mostrato che icosapentil etile non è un trattamento utile per prevenire la gravità del COVID-19 in pazienti non ospedalizzati. Questo aiuta a orientare le scelte terapeutiche verso opzioni più efficaci.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Alberto Aimo
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