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Articolo per pazienti Pubblicato: 07/03/2012 Lettura: ~2 min

Acidi grassi polinsaturi e rischio di fibrillazione atriale

Fonte
Circulation. 2012; 125: 1084-1093.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Ilaria Ferrari

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Abstract

Alcuni tipi di grassi presenti nel nostro corpo, chiamati acidi grassi polinsaturi n-3 a lunga catena, potrebbero aiutare a ridurre il rischio di una condizione del cuore chiamata fibrillazione atriale. Questo testo spiega in modo semplice i risultati di uno studio che ha esaminato questa possibile relazione.

Che cosa sono i PUFA n-3

I PUFA n-3 sono acidi grassi polinsaturi a lunga catena, che si trovano soprattutto nel pesce. Tra questi ci sono l'acido eicosapentaenoico (EPA), l'acido docosapentaenoico (DPA) e l'acido docosaesaenoico (DHA).

Lo studio e cosa ha misurato

Un gruppo di ricercatori ha misurato i livelli di questi acidi grassi nel sangue di 3.326 persone di età superiore ai 65 anni, senza problemi cardiaci all'inizio dello studio. Hanno seguito queste persone per molti anni, controllando chi sviluppava la fibrillazione atriale (FA), un disturbo del ritmo cardiaco.

I risultati principali

  • Chi aveva livelli più alti di PUFA n-3 nel sangue aveva un rischio più basso di sviluppare fibrillazione atriale.
  • In particolare, l'acido docosaesaenoico (DHA) è risultato associato a un rischio minore di FA.
  • I livelli di EPA e DPA non hanno mostrato un legame significativo con il rischio di FA.
  • L'associazione tra PUFA totali e DHA con il rischio di fibrillazione atriale era graduale e lineare, cioè più alti erano i livelli, più basso era il rischio.

Cosa significa tutto questo

Questi risultati suggeriscono che avere una quantità maggiore di questi grassi nel sangue, specialmente il DHA, può essere collegato a un rischio minore di fibrillazione atriale nelle persone anziane. Tuttavia, è importante sottolineare che servono ulteriori studi per capire se aumentare l'assunzione di questi acidi grassi con la dieta o integratori possa effettivamente prevenire questa condizione.

In conclusione

In sintesi, livelli più alti di acidi grassi polinsaturi n-3, soprattutto il DHA, nel sangue sono stati associati a un minor rischio di fibrillazione atriale in persone anziane. Questi dati aprono la strada a nuove ricerche per capire se migliorare l'alimentazione possa aiutare a prevenire questo problema cardiaco.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Ilaria Ferrari
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