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Articolo per pazienti Pubblicato: 14/12/2012 Lettura: ~2 min

Gli omega-3 non prevengono la fibrillazione atriale dopo chirurgia cardiaca né le recidive

Fonte
Studio OPERA e studio FORWARD presentati all'American Heart Association 2012; pubblicazione sul JAMA.

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1092 Sezione: 2

Abstract

La fibrillazione atriale è un disturbo del ritmo cardiaco che può comparire dopo un intervento al cuore o ripresentarsi nel tempo. Recenti studi hanno valutato se gli omega-3, presenti nell'olio di pesce, possano aiutare a prevenire questi problemi. I risultati mostrano che, pur essendo sostanze benefiche, gli omega-3 non sembrano efficaci in questi casi specifici.

Che cos'è la fibrillazione atriale postoperatoria

La fibrillazione atriale postoperatoria è un disturbo del ritmo del cuore che può insorgere dopo un intervento chirurgico al cuore. Colpisce fino al 30% delle persone operate e può causare stanchezza e un prolungamento della permanenza in ospedale.

Lo studio OPERA sugli omega-3

Lo studio chiamato OPERA ha voluto verificare se l'assunzione di olio di pesce, ricco di omega-3, potesse prevenire la comparsa di questa fibrillazione atriale dopo l'intervento. Sono stati coinvolti 1.516 pazienti in 28 centri tra Italia, Argentina e Stati Uniti.

I pazienti hanno ricevuto una dose elevata di omega-3 prima dell'intervento e poi 2 grammi al giorno fino alla dimissione. Tuttavia, il risultato principale è stato che non c'è stata alcuna differenza significativa tra chi ha preso omega-3 e chi ha assunto un placebo (una sostanza senza effetto). Circa il 30% dei pazienti in entrambi i gruppi ha sviluppato la fibrillazione atriale.

Lo studio FORWARD sulle recidive di fibrillazione atriale

Un altro studio, chiamato FORWARD, ha esaminato se 1 grammo al giorno di olio di pesce potesse prevenire la ripresa della fibrillazione atriale in persone che già ne soffrivano. Anche in questo caso, non è stata osservata alcuna efficacia nel ridurre le recidive.

Perché gli omega-3 non sono efficaci in questi casi

Secondo gli esperti, gli omega-3 potrebbero non essere abbastanza potenti per prevenire questo tipo di disturbi del ritmo cardiaco, soprattutto quando la fibrillazione è già presente o si manifesta dopo un intervento chirurgico.

In conclusione

Gli studi più recenti indicano che l'assunzione di omega-3, anche in dosi elevate, non previene la comparsa di fibrillazione atriale dopo un intervento al cuore né le sue recidive in chi ne soffre già. Questo suggerisce che, pur essendo nutrienti utili per la salute generale, gli omega-3 non sono efficaci per questi specifici problemi cardiaci.

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