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Articolo per pazienti Pubblicato: 06/02/2013 Lettura: ~2 min

STEMI o NSTEMI? La differenza è nella dimensione, non nello spessore dell'infarto

Fonte
J Electrocardiol. 2013 Jan 19. pii: S0022-0736(12)00554-7. doi: 10.1016/j.jelectrocard.2012.12.017.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Daniela Righi

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Abstract

Quando si parla di infarto cardiaco, spesso si sente parlare di STEMI e NSTEMI, due tipi diversi di infarto. È importante capire che questa distinzione riguarda principalmente la dimensione dell'area colpita dal danno al cuore, più che la profondità o lo spessore del danno stesso. Qui spieghiamo cosa significa tutto questo in modo semplice e chiaro.

Che cosa significa STEMI e NSTEMI?

STEMI e NSTEMI sono due modi per classificare l'infarto del cuore basandosi sull'elettrocardiogramma (ECG), un esame che registra l'attività elettrica del cuore.

  • STEMI indica un infarto con un particolare cambiamento chiamato sopraslivellamento del tratto ST sull'ECG.
  • NSTEMI indica un infarto senza questo cambiamento specifico.

Cosa è stato studiato?

Un gruppo di ricercatori tedeschi ha voluto capire se queste differenze nell'ECG riflettessero la profondità del danno al cuore, cioè se l'infarto coinvolgesse tutta la parete del muscolo cardiaco (transmurale) o solo una parte.

Per farlo, hanno esaminato 220 pazienti con infarto che avevano subito un intervento per aprire le arterie bloccate e una risonanza magnetica al cuore (CMR) entro una settimana dal ricovero. La risonanza magnetica è un esame che permette di vedere con precisione la dimensione e la profondità del danno nel muscolo cardiaco.

Cosa hanno trovato?

  • Il 57% dei pazienti aveva un ECG di tipo STEMI, mentre il 43% di tipo NSTEMI.
  • La dimensione dell'infarto era significativamente più grande nei pazienti con STEMI rispetto a quelli con NSTEMI (23,2% contro 14,2% della massa del ventricolo sinistro, la parte principale del cuore).
  • Il coinvolgimento completo della parete cardiaca (transmurale) era presente nel 63% dei pazienti con STEMI e nel 27% di quelli con NSTEMI.

Tuttavia, l'analisi statistica ha mostrato che la dimensione dell'infarto è il fattore più importante per distinguere tra STEMI e NSTEMI, mentre il numero di segmenti di parete cardiaca coinvolti in modo trasmurale non aggiunge informazioni significative per questa classificazione.

In conclusione

La distinzione tra STEMI e NSTEMI si basa principalmente sulla dimensione totale dell'infarto e non tanto sulla profondità o estensione trasmurale del danno nel muscolo cardiaco. Questo significa che l'ECG riflette meglio quanto è grande l'area danneggiata piuttosto che quanto è profondo il danno nella parete del cuore.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Daniela Righi
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