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Articolo per pazienti Pubblicato: 01/03/2013 Lettura: ~1 min

I Beta Bloccanti aiutano a ridurre il rischio di morte o ricovero nei pazienti con scompenso cardiaco

Fonte
J Card Fail. 2013 Feb;19(2):73-9.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giuseppe Marazzi

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Abstract

Uno studio importante ha esaminato come i beta bloccanti, un tipo di farmaco, possano aiutare le persone con scompenso cardiaco. Questo studio ha mostrato che questi farmaci possono proteggere sia chi ha una funzione cardiaca ridotta sia chi ha una funzione conservata.

Che cosa significa scompenso cardiaco e frazione di eiezione

Lo scompenso cardiaco è una condizione in cui il cuore non riesce a pompare il sangue in modo efficace. La frazione di eiezione (FE) è una misura che indica quanto sangue il cuore riesce a spingere fuori a ogni battito. Si parla di FE ridotta quando è sotto il 50%, e di FE conservata quando è pari o superiore al 50%.

Lo studio sui beta bloccanti

Un gruppo di ricercatori ha analizzato i dati di pazienti ricoverati per scompenso cardiaco tra il 2000 e il 2008. Hanno diviso i pazienti in due gruppi basandosi sulla loro FE: uno con FE inferiore al 50% e uno con FE pari o superiore al 50%. Su 1.835 pazienti, il 40% aveva una FE conservata.

Il periodo di osservazione è durato in media 2 anni e un po'.

I risultati principali

  • L'uso dei beta bloccanti ha ridotto il rischio di morte o di nuovo ricovero in entrambi i gruppi.
  • Per chi aveva FE ridotta (<50%), il rischio si è quasi dimezzato.
  • Per chi aveva FE conservata (≥50%), il rischio è diminuito in modo significativo, anche se in misura leggermente minore.

In conclusione

I beta bloccanti sono utili per proteggere i pazienti con scompenso cardiaco, indipendentemente dal fatto che la loro funzione cardiaca sia ridotta o conservata. Questi farmaci aiutano a ridurre il rischio di morte o di dover tornare in ospedale.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giuseppe Marazzi
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