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Articolo per pazienti Pubblicato: 07/01/2014 Lettura: ~2 min

Dati preliminari sul trattamento della fibrillazione atriale in Europa

Fonte
Fonte: Pilot General Registry LIp GY, EUROPACE dicembre 2013.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Fabrizio Ammirati

Informazioni rapide
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Categoria: 1129 Sezione: 34

Abstract

Questo testo presenta i risultati iniziali di uno studio europeo che ha osservato come viene gestita la fibrillazione atriale (FA), un problema del ritmo cardiaco, nei diversi Paesi membri della Società Europea di Cardiologia. L'obiettivo è capire se le cure seguite nella pratica quotidiana rispettano le raccomandazioni ufficiali.

Che cos'è il registro EORP-AF

Il registro EORP-AF è uno studio che ha raccolto informazioni su pazienti con fibrillazione atriale in nove Paesi europei tra febbraio 2012 e marzo 2013. Sono stati inclusi 3119 pazienti che avevano avuto un episodio di fibrillazione atriale confermato da un elettrocardiogramma nell'anno precedente. I dati completi sono stati analizzati per 3049 persone, con un'età media di circa 69 anni e il 40% di sesso femminile.

Principali risultati emersi

  • Le condizioni più comuni associate alla fibrillazione atriale sono state ipertensione arteriosa (pressione alta), malattia coronarica (problemi alle arterie del cuore) e scompenso cardiaco (cuore che fatica a pompare il sangue).
  • La fibrillazione atriale isolata, cioè senza altre malattie del cuore, è stata presente nel 39% dei casi. Inoltre, la FA senza sintomi è stata abbastanza frequente, soprattutto nelle forme permanenti.
  • Per controllare il ritmo cardiaco, il farmaco più usato è stato l'amiodarone (circa il 20% dei pazienti). Altri farmaci comuni per regolare la frequenza del battito sono stati i betabloccanti e la digossina.
  • Per prevenire l'ictus, un rischio importante nella FA, l’80% dei pazienti ha ricevuto anticoagulanti (farmaci che aiutano a evitare la formazione di coaguli nel sangue). Di questi, il 71.6% ha usato i VKA (farmaci tradizionali come il warfarin) e l’8.4% i nuovi anticoagulanti orali (NAO). Un terzo dei pazienti ha invece ricevuto farmaci antiaggreganti, come l’aspirina.
  • Il 4.8% dei pazienti non ha ricevuto alcuna terapia per prevenire i coaguli, mentre il 56.4% ha ricevuto anticoagulanti anche se il loro punteggio di rischio (CHAD2VASC2) era pari a zero, cioè basso.
  • Un punteggio alto per il rischio di sanguinamento (HAS-BLED) non ha ridotto l’uso degli anticoagulanti, ma ha aumentato l’uso di aspirina.

In conclusione

Lo studio ha mostrato un aumento nell’uso degli anticoagulanti per prevenire l’ictus nei pazienti con fibrillazione atriale, soprattutto con i farmaci tradizionali (VKA). Tuttavia, l’uso dei nuovi anticoagulanti (NAO) è ancora limitato. In generale, la gestione della fibrillazione atriale non segue sempre completamente le raccomandazioni delle linee guida europee, sia nei pazienti a basso che ad alto rischio. Questo indica che c’è ancora spazio per migliorare le cure offerte a chi soffre di questa condizione.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Fabrizio Ammirati
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